Terremoti, alluvioni, frane: l’Italia è uno dei Paesi europei più esposti ai disastri naturali. Nei territori colpiti, le attività produttive subiscono i colpi più gravi, mettendo a repentaglio anni di impegno, sacrifici, inventiva. Finora, la risposta era quasi sempre affidata a stanziamenti straordinari del bilancio pubblico.
Ma con la Legge di Bilancio 2024 (art. 1, commi 101-111) e il successivo Decreto interministeriale n. 18 del 30 gennaio 2025, il legislatore ha scelto una strada diversa: rendere obbligatoria per le imprese una copertura assicurativa per i cosiddetti “eventi catastrofali”.
L’obiettivo è duplice: alleggerire il peso delle calamità sulle finanze pubbliche e garantire alle imprese risarcimenti più rapidi, certi e programmabili. Ma cosa significa in concreto per gli imprenditori? Quali beni vanno assicurati, quali sono le scadenze e – soprattutto – quali conseguenze comporta la mancata copertura?




