Terremoti, alluvioni, frane: l’Italia è uno dei Paesi europei più esposti ai disastri naturali. Nei territori colpiti, le attività produttive subiscono i colpi più gravi, mettendo a repentaglio anni di impegno, sacrifici, inventiva. Finora, la risposta era quasi sempre affidata a stanziamenti straordinari del bilancio pubblico. Ma con la Legge di Bilancio 2024 (art. 1, commi 101-111) e il successivo Decreto interministeriale n. 18 del 30 gennaio 2025, il legislatore ha scelto una strada diversa: rendere obbligatoria per le imprese una copertura assicurativa per i cosiddetti “eventi catastrofali”. L’obiettivo è duplice: alleggerire il peso delle calamità sulle finanze pubbliche e garantire alle imprese risarcimenti più rapidi, certi e programmabili. Ma cosa significa in concreto per gli imprenditori? Quali beni vanno assicurati, quali sono le scadenze e – soprattutto – quali conseguenze comporta la mancata copertura?
Normativa, obblighi e scadenze di legge — i punti essenziali
Chi è tenuto: l’obbligo riguarda le imprese con sede legale in Italia e le imprese estere con stabile organizzazione nel Paese, iscritte al Registro delle Imprese; sono escluse solo alcune categorie espressamente previste dalla legge. Oggetto dell’obbligo: le imprese devono assicurare le «immobilizzazioni» iscritte nell’attivo (art. 2424 c.c., voce B-II, numeri 1), 2) e 3)): terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali/commerciali utilizzati per l’attività. Decreto operativo: il Decreto interministeriale n. 18/2025 definisce modalità applicative, criteri di determinazione dei premi, limiti di capacity e la convenzione di riassicurazione cui le compagnie possono aderire (coinvolgendo SACE per la riassicurazione pubblica). Scadenze e proroghe: i termini sono stati aggiornati nel corso del 2025. In estrema sintesi (testo di legge e conversione DL): la disciplina ha previsto scadenze differenziate per dimensione d’impresa (con proroghe rispetto alla prima scadenza fissata al 31/12/2024). La conversione in legge (L. 78/2025) ha formalizzato proroghe e scadenze differenziate e stabilito termini successivi per medie, piccole e micro imprese. Condizionalità e conseguenze dell’inadempimento: il mancato adempimento può incidere sull’accesso a contributi pubblici e su altri benefici/incentivi; il legislatore ha inoltre previsto meccanismi transitori e specifiche per la pubblicazione delle condizioni di polizza da parte delle imprese assicuratrici.
Polizze catastrofali, cosa fare concretamente
Una veloce checklist per affrontare al meglio l’obbligo di polizza catastrofale per la tua impresa: Verificare la propria classificazione (grande/medio/piccola/micro impresa) e la scadenza applicabile alla propria categoria: le normative hanno infatti introdotto scadenze differenziate e proroghe. Le date limite individuate sono: 31 marzo 2025 per le grandi imprese, 1° ottobre 2025 per le medie imprese, e 31 dicembre 2025 per le piccole e microimprese. FONTI: il testo coordinato DL 39/2025 e la L. 78/2025. Mappare il perimetro da assicurare: inventariare le immobilizzazioni rilevanti (terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature) e stimare le somme assicurate. Il decreto individua espressamente le voci di bilancio da proteggere. FONTI: il testo coordinato DL 39/2025 e la L. 78/2025. Richiedere un preventivo: chiedere le definizioni, i massimali, franchigie/scoperti e criteri di adeguamento del premio. Verificare la conformità al DM n. 18/2025 delle condizioni pubblicate dalla Compagnia assicurativa. FONTI: Decreto interministeriale 18/2025 Valutare convenzioni o polizze collettive: spesso le convenzioni rendono disponibile la classificazione di rischio territoriale e massimali differenziati, utili alle PMI. Controllare le clausole di indennizzo e i tempi di liquidazione: in caso di evento catastrofale la rapidità di indennizzo è cruciale per la continuità aziendale; privilegiare soluzioni con procedure chiare di accertamento e tempi contrattuali definiti. Documentare l’adempimento: conservare la polizza/quietanza e ogni documentazione richiesta per dimostrare l’adempimento in vista di bandi, incentivi o controlli: il mancato adempimento può incidere sull’accesso a contributi e impedire la partecipazione ai bandi pubblici. Vuoi la certezza di non sbagliare? Compila il modulo in questa pagina e iniziamo insieme il percorso!